11. BREVE «ALIAS FELICIS RECORDATIONIS» DI PAOLO V

PARTE PRIMA SEZIONE PRIMA

EDIZIONE DEI DOCUMENTI PONTIFICI

Traduzione e note di
RENATO GASTALDI
e
COSTANZO CARGNONI

I FRATI CAPPUCCINI. Documenti e Testimonianze del Primo Secolo. A cura di COSTANZO CARGNONI. Roma 1982, 134-138.

11. BREVE «ALIAS FELICIS RECORDATIONIS» DI PAOLO V

Roma, 28 gennaio 1619. – In considerazione dei fecondi frutti che i cappuccini raccolgono ogni giorno nel campo del Signore, viene loro concesso, oltre l’assoluzione da qualsiasi sentenza e pena canoniche riguardanti la materia, l’esenzione totale e perpetua dall’onere di chiedere la conferma dell’eletto vicario generale al ministro generale dei conventuali; su questo non dovranno subire molestie, turbamenti e inquietudini di nessun genere e da nessuna autorità. Seguono le clausole derogatorie.

Fonte: AGO, QA 234, n. 641, originale. Cf. AC II, 978s; III, 2835; BC I, 62s; AM XXV, 559 (593). Cf. supra, nota 107.

72 Paolo V papa, a perpetuo ricordo del fatto.

1. A suo tempo il papa Paolo III di felice memoria, nostro predecessore, accogliendo le suppliche dei diletti figli, i frati dell’Ordine dei minori di san Francesco, detti cappuccini, presentategli umilmente in quell’epoca, stabili e ordinò per autorità apostolica e per sua conoscenza certa, mediante lettere munite del sigillo di piombo,[1] che da quel momento i predetti frati, verificatosi il concorso della maggior parte degli elettori, presentassero o facessero presentare, quanto prima fosse comodamente possibile, l’elezione del vicario generale del predetto Ordine al ministro generale dei frati minori, detti conventuali, come si era praticato sino a quel momento e sino a tanto che su ciò non venisse disposto diversamente dalla Sede Apostolica. Il ministro generale era tenuto poi a confermare, entro tre giorni dalla presentazione pervenutagli, il vicario eletto; e trascorsi i tre giorni senza averlo confermato, l’eletto doveva ritenersi confermato per autorità della Sede Apostolica, secondo certe modalità e forme espresse in quella occasione, come è spiegato esaurientemente nelle predette lettere del nostro predecessore Paolo III, il contenuto delle quali vogliamo che si ritenga come sufficientemente espresso nelle presenti lettere.

73 2. Noi, fissando lo sguardo della nostra attenzione sui frutti fecondi e soavi che i predetti frati cappuccini, con la benedizione divina raccolgono ogni giorno nel campo del Signore, desiderando rimunerare detti frati con favori e grazie speciali, inclinati alle suppliche presentateci umilmente a loro nome, assolviamo e dichiariamo assolte, esclusivamente per conseguire l’effetto di cui nelle presenti lettere, le loro singole persone da qualsiasi sentenza di scomunica, sospensione e interdetto o di altro genere; dalle censure e pene a iure e ab homine emanate in qualsiasi occasione e per qualunque causa, qualora ne fossero colpite in qualunque modo.

3. A tenore delle presenti lettere concediamo e acconsentiamo per autorità apostolica che d’ora innanzi, in perpetuo nei tempi futuri, i predetti frati cappuccini non siano più tenuti a presentare la elezione del loro vicario generale al ministro generale anzidetto e a chiedere a questi la conferma di siffatta elezione, né possano essere costretti o forzati a ciò da qualsiasi persona od autorità; in virtù e a tenore delle presenti lettere sciogliamo, esentiamo totalmente e liberiamo gli stessi frati cappuccini dall’onere di presentare siffatta elezione e di chiederne la conferma; i quali frati sono, e devono essere, del tutto sciolti e totalmente esentati e liberati da siffatto onere; e le presenti lettere devono ritenersi valide, stabili ed efficaci sempre e in perpetuo, e giovino ai predetti frati in modo perfetto, in tutto e per tutto, ed essi non possano o debbano subire molestie, turbamento e inquietudini di nessun genere, da chiunque e da qualsiasi autorità sopra ciò; e si dovrà giudicare e decidere così, e non altrimenti, in ogni luogo da parte di qualsiasi giudice ordinario o delegato e dagli uditori delle cause del palazzo apostolico; invalido sarebbe, e vano, attentare il contrario in questa materia da parte di chiunque e di qualsiasi autorità, sia scientemente sia per ignoranza.

74 4. Non sono di ostacolo le lettere dell’anzidetto Paolo (nostro) predecessore, né costituzioni e ordinazioni apostoliche, statuti e consuetudini dei predetti Ordini, anche se accompagnati da giuramento, da conferma apostolica o da qualsiasi altro sostegno, fossero pure privilegi, indulti, lettere apostoliche, concessi ad essi, ai loro superiori con qualsiasi nome designati, a frati, sotto qualsiasi forma o contenuto, con qualsivoglia revoca di derogatoria, o altre clausole, fossero anche le più insolite, efficaci ed invalidanti, ed altri decreti in genere e in specie, concessi, confermati e rinnovati in qualsiasi modo nel passato contro quanto è premesso.

5. Deroghiamo in modo specifico ed espresso, appositamente per questa volta, a tutte e singole le predette prescrizioni, anche nel caso in cui di esse e di tutto il loro contenuto fosse richiesta una menzione speciale, specifica, espressa e individuale, parola per parola, e non soltanto clausole generiche o qualsiasi altra espressione o forma ricercata di proposito; ritenendo le presenti lettere espresse in modo completo e sufficiente, come se riferissero il predetto contenuto e questo venisse inserito parola per parola nelle medesime, consentendo che, per il resto, dette prescrizioni rimangano nel loro vigore. Deroghiamo espressamente anche a tutto il resto che fosse in qualche modo contrario.

Dato a Roma, presso S. Maria Maggiore, sotto l’anello del Pescatore, il 28 gennaio 1619, nell’anno 14 del nostro pontificato.


PAULUS PP. V

Ad perpetuam rei memoriam.

1. Alias felici recordationis Paulus papa III predecessor noster, supplicationibus dilectorum filiorum fratrum Ordinis minorum sancti Francisci capuccinorum nuncupatorum, sibi humiliter porrectis tunc inclinatus, autoritate apostolica et ex certa scientia sua, per suas sub plumbo expeditas litteras statuit et ordinavit, quod ex tunc deinceps idem fratres electionem vicari generalis dicti Ordinis, si a maiori parte eligentium celebraretur, quam primum commode fieri posset, ministro generali fratrum minorum conventualium nuncupatorum, sicut eatenus servatum fuerat, donec aliud desuper ordinatum a Sede Apostolica fuisset, presentare seu praesentari facerent, ipseque minister generalis intra triduum a praesentatione sibi facta, ipsum electum vicarium confirmare teneretur, et triduo elapso, et electo non confirmato, idem electus pro confirmato, Sedis Apostolicae auctoritate, haberetur, sub certis modo et forma tunc expressis, prout in dictis Pauli predecessoris huiusmodi litteris, quarum tenores praesentibus pro sufficienter expressis haberi volumus, plenius continetur.

2. Nos ad uberes et suaves fructus quos, sicut accepimus, idem fratres capuccini in agro dominico in dies, benedicente Domino, afferunt, nostrae considerationis dirigentes intuitum illosque specialibus favoribus et gratis prosequi volentes et eorum singulares personas a quibusvis excommunicationis, suspensionis et interdicti altisque ecclesiasticis sententiis, censuris et poenis a iure vel ab homine, quavis occasione vel causa latis, si quibus quomodolibet innodatae existunt, ad effectum praesentium dumtaxat consequendum, harum serie absolventes et absolutas fore censentes, supplicationibus eorum nomine nobis humiliter porrectis inclinati;

3. quod de catero perpetuis futuris temporibus, fratres capuccini praefati electionem eorum vicari generalis praefato ministro generali presentare et ab illo confirmationem electionis huiusmodi petere, minime teneantur, nec ad id a quoquam quavis auctoritate cogi, vel compelli possint, apostolica auctoritate, tenore presentium, concedimus et indulgemus, eosdem fratres capuccinos ab onere presentandi electionem huiusmodi et illius confirmationem petendi, auctoritate et tenore presentium omnino absolvimus, et totaliter eximimus et liberamus, illosque ab onere huiusmodi omnino absolutos ac totaliter exemptos et liberatos fore et esse; presentesque litteras semper et perpetuo validas, firmas et efficaces exsistere, dictisque fratribus capuccinis in omnibus et per omnia plenissime suffragari, nec eos desuper a quoquam quavis auctoritate, quomodolibet molestari, perturbari vel inquietari posse aut debere; sicque et non aliter, per quoscumque iudices ordinarios et delegatos et causarum palatii apostolici auditores, ubique iudicari et definiri debere, ac irritum et inane si secus super his a quoquam qua is auctoritate scienter vel ignoranter contigerit attentari, decernimus et declaramus.

4. Non obstantibus litters dicti Pauli predecessoris, ac constitutionibus et ordinationibus apostolicis, necnon ordinum praefatorum, etiam iuramento, confirmatione apostolica, vel quavis firmitate alia roboratis statutis et consutudinibus, privilegis quoque, indultis et litters apostolicis, illis et eorum superioribus, quocumque nomine nuncupatis et fratribus, sub quibuscumque tenoribus et formis, ac cum quibusvis etiam derogatoriarum derogatoris, alisque efficacioribus et insolitis clausulis, irritantibusque et alis decretis in genere, vel in specie, ac alias in contrarium praemissorum quomodolibet concessis, confirmatis et innovatis.

Quibus omnibus et singulis, etiamsi de illis corumque totis tenoribus specialis, specifica, expressa et individua, ac de verbo ad verbum, non autem per clausulas generales, idem importantes mentio, seu quaevis alia expressio habenda, aut aliqua alia exquisita forma ad ho servanda foret, tenores huiusmodi, ac si de verbo ad verbum insererentur, praesentibus pro plene et sufficienter expressis habentes, illis alias in suo robore permansuris, hac vice dumtaxat specialiter et expresse derogamus, ceterisque contraris quibuscumque.

Datum Romae apud Sanctam Mariam Maiorem, sub anulo Piscatoris, die XXVIII ianuarii MDCXIX, pontificatus nostri anno decimo quarto.

  1. Ossia la bolla Exponi nobis (25 agosto 1536) di Paolo III: Cf. sopra, doc. 4.