9. BREVE «CUM VOS» DI SISTO V

PARTE PRIMA SEZIONE PRIMA

EDIZIONE DEI DOCUMENTI PONTIFICI

Traduzione e note di
RENATO GASTALDI
e
COSTANZO CARGNONI

I FRATI CAPPUCCINI. Documenti e Testimonianze del Primo Secolo. A cura di COSTANZO CARGNONI. Roma 1982, 122-129.

9. BREVE «CUM VOS» DI SISTO V

Roma, 27 giugno 1587. – Ai tre missionari, destinati con l’obbedienza del vicario generale a Costantinopoli, vengono concesse amplissime facoltà per il disimpegno del loro ministero apostolico tra i fedeli, gli scismatici, gli eretici e gli infedeli, con una esortazione a duplicare i talenti nel servizio di Dio.

Fonte: Edito in BC VII, 282-284; AM XXII, 439-441 (410-413). Cf. supra, nota 86.

63 Sisto V, papa. [Ai diletti figli Pietro della Croce, Egidio da S. Maria e Dionisio Romano, professi della congregazione dell’Ordine dei minori detti cappuccini].[1]

Diletti figli, salute e apostolica benedizione.

1. Ci avete fatto sapere che da tempo, accesi di fervore e di pietà, a lode e gloria del Nome di Dio, allo scopo di procurare la conversione degli infedeli, di preservare la luce della vera fede e della religione cristiana e per aiutare spiritualmente le anime dei fedeli nella città di Costantinopoli e in altre regioni di infedeli, desiderate recarvi in quelle parti e che avete umilmente chiesto e ottenuto la licenza dal diletto vicario generale della vostra congregazione,[2] secondo la Regola dell’Ordine vostro da voi professata, trasmessa a suo

tempo dal beato Francesco, nella quale si dispone che coloro, tra i frati, i quali per divina ispirazione vorranno andare tra i Saraceni ed altri infedeli, chiedano la dovuta licenza ai loro ministri provinciali; i ministri poi non concedano la licenza di partire se non a coloro che riterranno idonei ad essere mandati.

64 Noi, al corrente della vostra vita esemplare, dell’integrità dei costumi, della costante e lodevole osservanza della disciplina regolare, dell’età matura, della riconosciuta prudenza, della fermezza nella fede e nella dottrina, nel lodare in sommo grado siffatto vostro pio proposito e zelo per la salvezza delle anime, vi impartiamo innanzitutto la nostra benedizione apostolica; vi inseriamo poi, con la medesima nostra benedizione, in questa attività evangelica, per l’incremento della fede stessa, e per il progresso delle anime nella via della salvezza e della pace.

65 3. Affinché possiate compiere questo con maggior frutto, abbiamo inoltre pensato di concedervi alcune facoltà, a vostro sostegno, affinché ne usiate, come si conviene, con giusto criterio, secondo la prudenza suggeritavi da Dio, ogni volta che vi sembrerà opportuno per l’onore di Dio, la salvezza e la edificazione delle anime. Ben disposti perciò alle vostre suppliche in questa materia, concediamo e accordiamo a ciascuno di voi, finché dimorerete in quelle regioni o vi accadrà di attraversarle:

l’autorizzazione a frequentare, dove e quando vi sembrerà più opportuno, senza scrupolo alcuno di coscienza o di incorrere in pene o censure, qualsiasi eretico e scismatico di qualsiasi setta, ed infedele, affinché li possiate condurre più facilmente alla fede cattolica e cristiana e alla unità della Chiesa;

di proporre la Parola di Dio sia a fedeli che agli infedeli, e di predicare sia in pubblico che in privato, se vi sembrerà opportuno; di recare con voi l’altare portatile e celebrare su di esso le messe e gli altri uffici divini, nelle ore mattutine ma dopo l’alba, sia nelle chiese, cappelle, oratori, anche non consacrati, sia nelle case private purché in luogo onesto e conveniente, quando vi sembrerà opportuno sia a motivo di pericolo, sia per altra causa di necessità o ragionevole; di benedire tutte e singole le vesti e insegne sacerdotali, le altre vesti sacre, gli oggetti e i vasi ecclesiastici, le palle e i corporali, eccetto i calici, le patene, le campane e tutto ciò che richiede l’unzione sacra;

66 inoltre, quando non sia possibile avere il proprio parroco, di battezzare tutti gli infedeli che abbracceranno la verità della fede cattolica, cioè che si convertiranno; i figli di costoro e dei fedeli, giovanetti e bambini, usando, nell’amministrazione del battesimo, il sacro crisma e l’olio dei catecumeni vecchi, ossia non benedetti in quell’anno, se con facilità non potrete avere i nuovi;

di ascoltare le confessioni di qualunque fedele, dell’uno e dell’altro sesso, non esclusi i chierici e i sacerdoti penitenti che, in quelle regioni, ricorreranno a voi, e di assolverli, nel foro della coscienza soltanto, se si pentiranno nel loro intimo delle colpe commesse chiedendo di esse umilmente perdono, e da tutti i peccati, crimini, trasgressioni e delitti da loro commessi, assegnata loro, in ragione della colpa, una penitenza salutare e quanto si riterrà doversi prescrivere; nonché dalle sentenze di scomunica, anche maggiore, di sospensione e interdetto e da qualsiasi altra sentenza ecclesiastica; dalle censure

e pene, qualora ne risultassero in qualche modo colpiti, sia a iure che ab homine, inflitte in qualunque momento e per qualsiasi causa, qualora si trovassero in qualche modo legati da esse, in qualunque caso anche riservato in qualsiasi modo agli Ordinari dei luoghi o alla

Sede Apostolica, come pure da quelle contenute nelle lettre solite a leggersi il giorno della «Coena Domini»; eccettuate quelle dell’omicidio di un vescovo o della mutilazione di un membro del suo corpo, di un prelato, o di un sacerdote e di qualsiasi altra persona ecclesiastica insignita dell’Ordine Sacro; e di assolvere, accogliere e riconciliare, soltanto nel foro della coscienza, qualunque eretico, scismatico e apostata dalla fede cristiana e cattolica e gli sviati penitenti rientrati in senno, dalle censure e pene di scomunica, sospensione e interdetto e altre sentenze ecclesiastiche che abbiano contratto in qualsiasi modo a causa delle eresie, dello scisma, degli errori e dell’apostasia dalla fede, purché detestino, con cuore sincero e fede non simulata, le eresie, lo scisma, l’apostasia, e chiedano di venire ammessi e ricevuti, nella forma consueta, nel grembo della santa madre Chiesa, ingiungendo poi ad essi, secondo la colpa, una salutare penitenza e altre prescrizioni che vi sembreranno necessarie alla loro salvezza, e quanto risulta dalle lettere concernenti la facoltà a voi concessa mediante i venerabili nostri fratelli cardinali inquisitori generali circa perversità eretica;[3]

67 in virtù delle presenti concediamo e confermiamo, infine, per autorità apostolica, piena, libera e perfetta licenza e facoltà di amministrare il sacramento dell’Eucarestia e ogni altro sacramento in ogni tempo dell’anno, anche a Pasqua, se nel luogo manca il vescovo e il parroco proprio; di celebrare e benedire i matrimoni contratti legalmente tra i fedeli, intervenendo come loro parroci propri, elargendo ad essi la benedizione nuziale in quei luoghi dove manca il parroco proprio e il vescovo.

4. Non costituiscono impedimento costituzioni e ordinazioni apostoliche né qualsiasi altro provvedimento contrario.

5. Decidiamo inoltre, desideriamo e dichiariamo che siffatte facoltà, contenute nelle presenti nostre lettere, siano concesse in solidum ad ognuno di voi, e vi suffraghino soltanto quando dimorate in quelle regioni o le attraverserete, a meno che non riceviate espressamente da noi disposizioni diverse.

68 6. Studiatevi perciò, nell’esercizio di questo pio ministero a voi affidato, di impiegare i talenti che Dio vi ha conferito, in modo da riconsegnarli raddoppiati con grande frutto, e meritiate di essere lodati da Dio come servi buoni e fedeli, e di entrare nei suoi gaudi celesti,[4] e ricevere felicemente, come retribuzione eterna, i premi meritati dalle vostre fatiche.

Dato a Roma, presso S. Pietro, il 27 giugno 1587, nel terzo anno del nostro pontificato.


SIXTUS PP. V

Dilecti fili, salutem et apostolicam benedictionem.

1. Cum vos, sicut nobis exponi fecistis, ad laudem et gloriam divini nominis, ad procurandam infidelium conversionem, ad lumen verae fidei et christianae religionis conservationem et ad animas christifidelium in Constantinopolitana civitate e aliis infidelium regionibus commorantium, spiritualibus solaciis adiuvandas, iamdiu cupieritis, pietatis fervore accensi, ad dictas partes infidelium proficisci et iuxta vestri Ordinis, quam professi estis, Regulam a b. Francisco olim traditam, qua disponitur ut quicumque fratrum divina inspiratione voluerit ire inter saracenos et alios infideles, petat licentiam a suis ministris provincialibus; ministri vero nullis eundi licentiam tribuant nisi eis quos viderint esse idoneos ad mittendum, licentiam huiusmodi a dilecto vicario generali vestrae congregationis humiliter petieritis eamque obtinueritis,

2. Nos informati de vestris exemplaris vitae ac morum integritate, diuturna et laudabili regularis disciplinae observantia ac aetatis maturitate, comprobata prudentia, fidei constantia atque doctrina, ac vestrum huiusmodi pium propositum et erga salutem animarum zelum plurimum in Domino commendantes, in primis nostram vobis benedictionem impartimur atque vos in hoc opus Evangeli ad eiusdem fidei incrementum et animarum profectum in viam salutis et pacis cum eadem nostra benedictione dimittimus.

3. Deinde ut id ipsum maiori cum fructu efficere possitis, certas vobis facultates duximus concedendas, quibus suffulti, iuxta datam vobis a Domino prudentiam, tunc demum illis moderate, ut par est, utamini, cum ad Dei honorem et animarum salute et aedificationem videritis expedire. Quare, vestris in hac parte supplicationibus inclinati, vobis et vestrum cuilibet, quam-diu vos in eisdem partibus commorari vel per illas transire contigerit, ut cum quibusvis haereticis, schismaticis cuiuscumque sectae ac infidelibus, ut facilius eos ad catholicam et christianam fidem atque Ecclesiae unitatem reducere possitis, ubi et quando vobis expedire videbitur, sine aliquo conscientiae scrupulo aut poenarum vel censurarum incursu, conversari; ac tam christifidelibus quam infidelibus verbum Dei proponere et tam privatim quam publice, si videbitur, praedicare; necnon ut altare portatile vobiscum deferre et super eo tam in ecclesis, cappellis, oratoris, etiam non consacratis, quam in privatis aedibus, in loco tamen honesto et decenti, ubi vobis propter periculum aut aliam necessariam vel rationabilem causam expedire visum fuerit, etiam ante diem, sub luce tamen, missas et alia divina officia celebrare;

utque omnia et quaecumque sacerdotalia indumenta et ornamenta et alias sacras vestes, instrumenta et vasa ecclesiastica ac pallas et corporalia, non tamen calices, patenas aut campanas neque alia in quibus sacra unctio adhibe tur, benedicere;

praeterea üt quoscumque infideles qui ad veritatem fidei christianae venerint seu conversi fuerint, ac eorum et fidelium natos, pueros et infantes, ubi proprius parochus haberi non potest, baptizare atque in ipso baptismo ministrando sacro chrismate et oleo catechumenorum veteribus seu, eo anno non benedictis, si nova commode habere non poteritis, libere uti;

ad haec ut quorumlibet utriusque sexus christifidelium, etiam clericorum et presbyterorum paenitentium, quos ad vos in illis partibus recurrere contigerit, confessiones audire eosque singulos, si de commissis delictis ab intimis doleant eorumque veniam humiliter petant, ab omnibus peccatis, criminibus, excessibus et delictis per eos commissis necnon a quibusvis excommunicationis, etiam maioris, suspensionis et interdicti, aliisque ecclesiasticis sententis, censuris et poenis, a iure vel ab homine quavis occasione vel causa latis, si quibus quomodolibet innodati exsistunt, in quibusvis casibus, etiam locorum ordinariis Apostolice Sedi quomodolibet reservatis, etiam in litteris die Conae Domini legi solitis, contentis, praeterquam homicidi vel mutilationis membrorum personae episcopi aut praelati vel presbyteri et cuiusvis alterius personae ecclesiasticae in sacris ordinibus constitutae, iniuncta inde eis pro modo culpae panitentia salutari et aliis quae duxerit iniungenda, in foro conscientiae tantum absolvere;

et quoscumque insuper haereticos, schismaticos et a fide christiana et catholica apostatas et aberrantes penitentes ac ad cor redeuntes, ab excommunicationis, suspensions et interdicti aliisque ecclesiasticis sententiis, censuris et poenis quas propter haereses, schisma, errores et a fide apostasiam huiusmodi quomodolibet incurrerint, dummodo corde sincero et fide non ficta sponte haereses, schisma, apostasiam et errores suos detestati fuerint, anathematizaverint et abiuraverint, ac in gremium sanctae matris Ecclesiae recipi et admitti humiliter petierint, in forma Ecclesiae consueta, iniuncta inde eis pro modo culpae paenitentia salutari et alis iniungendis, prout eorum saluti expedire cognoveritis, in foro conscientiae dumtaxat, absolvere, recipere et reconciliare, et alias luxta formam litterarum facultatis vobis concessae per venerabiles fratres nostros sanctae romanae Ecclesiae cardinales adversus haereticam pravitatem generales inquisitores; ac demum, ut christifidelibus praedictis sacrae Eucharistiae et alia quaecumque sacramenta quocumque anni tempore, etiam in Paschate, si tamen ibi episcopus aut proprius parochus non existat, ministrare et nuptiis per ipsos fideles invicem legitime contrahendis in locis in quibus proprius parochus et episcopus desit, tamquam proprii parochi interesse ac illis sacerdotalem benedictionem impendere, libere et licite possitis et valeatis, plenam,

liberam et omnimodam licentiam et facultatem, autoritate apostolica, tenore presentium concedimus et indulgemus.

4. Non osbtantibus constitutionibus et ordinationibus apostolicis ceterisque contrariis quibuscumque.

5. Decernimus autem, volumus et declaramus huiusmodi facultates, in praesentibus nostris litteris contentas, vois et cuilibet vestrum in solidum esse concessas, ac vois in dictis dumtaxat partibus commorantibus vel per illas transeuntibus suffragari, nisi a nobis aliud vois expresse mandari contingat.

6. Sic igitur in obeundo hoc pio ministerio vobis commisso, talenta vobis a Domino credita exercere studeatis, ut eadem magno cum fructu duplicata reportantes, ab ipso Domino tamquam servi boni et fideles laudari et in caelestia eius gaudia intrare ac praemia digna laboribus vestris in aeterna retributione feliciter consequi mereamini.

Datum Romae apud Sanctum Petrum, die XXVII uni MDLXXXVII, pontificatus nostri anno tertio.

[A tergo:] Dilectis filiis Petro de Cruce, Aegidio de S. Maria et Dionysio Romano, Ordinis minorum congregationis capuccinorum professoribus.

  1. Nell’originale latino l’intestazione è posta sulla coperta. – Circa questi religiosi cf. più avanti, sez. IV, tra le Obbedienze per la predicazione, doc. 35, nota 14 (cf. n. 1654).
  2. Era allora vicario generale Girolamo da Polizzi: l’obbedienza da lui rilasciata è quella citara nella nota precedente.
  3. Per quest’ ultimo argomento, in generale, cf. Marco Cardinale, Profili sostanziali dell’«haeretica pravitas» nella canonistica inquisitoria del sec. XVI, in Monitor Eccl. 110 (1985) 532-549.
  4. Allusione a Mt 25, 14-23.